Bon appétit con la Cook MAC Collection!

Style-a-porter - Fri, 11/05/2012 - 21:57

Colorata ed invitante la nuova linea make-up a edizione limitata firmata MAC: comprende un'ampia gamma di prodotti, tutti sfiziosi e all'insegna delle tinte forti e glamour che contraddistingueranno l'imminente stagione calda.
1. Tre palettes di quattro ombretti dai colori vivaci ed irresistibili. La prima a sinistra si chiama Call Me Bubbles ed è composta da un ombretto chiaro satinato per illuminare, un arancio freddo, un corallo mat ed un rame rossastro. La palette centrale è la Colour Added e gioca sul contrasto fra toni chiari e scuri: si parte da un giallo satinato chiarissimo, per continuare con un giallo più deciso e luminoso, un turchese piuttosto scuro ed un grigio profondo. Infine c'è la palette Shop & Drop, la più glamour e vivace fra le tre: si parte da un rosa chiaro mat, grigio malva, viola perlescente e si finisce con un blu scuro satinato. Il prezzo di ogni palette è di €41.
2. Cremeblend Blush è un blush in formula cremosa e a lunga tenuta, si presenta in tre toni vivaci e decisi: un profondo color prugna (Restores Dazzle!), un vivace fuchsia (Florida) e un luminoso tono corallo (Optimistic Orange). Il costo è di €21.50.
3. Kissable Lipcolour è un rossetto dal colore intenso e deciso, ha la facilità di applicazione tipica del gloss ma una volta messo sulle labbra ha un aspetto molto più cremoso. Viene proposto in cinque nuances: rosa freddo (Enchantee), nude con una sfumatura rosa chiaro (Woo Me), corallo scuro (So Vain), fuchsia (Scan-delicious) e malva (Flaunting It). Il prezzo è di €20.
4. Tendertone Lip Balm unisce la brillantezza del gloss all'effetto idratante e nutriente di un balsamo labbra, con tanto di fattore di protezione SPF 12 e un delicato sapore di fragola-kiwi. Le quattro tonalità sono: rosso ciliegia (Hot 'n' Saucy), mandarino (Purring), oro scuro (Hush) e giallo freddo (Tread Gently). Il costo è di €14.50.
5. Studio Careblend Pressed Powder è una cipra morbida, illuminante, con una consistenza simil-crema che dona alla pelle un effetto fresco e naturale. E' proposta in due tonalità: beige chiaro (Medium) e caramello (Dark). Il prezzo è di €25.
6. Cook Nail Lacquer è uno smalto che per questa limited edition viene proposto in tre colori estremamente vivaci e decisi, perfetti per l'estate alle porte che vuole tinte shock e fluo sulle unghie di mani e piedi. Nell'ordine vediamo il corallo (Kid Orange), verde acido (Al Fredo) e verde acqua (Salad Dressing). Il costo di ognuno è €12.50.
7. Cook Fluidline è un eyeliner in gel da applicare col pennello che offre la precisione degli eyeliner liquidi ma con una finitura satinata e soprattutto a lunga tenuta. Disponibile in tre colori: malva scuro (Added Goodness), nero (Midnight Snack) e marrone (Wholesome). Il prezzo è di €17.
8. Opulash Optimum Black è un mascara dal colore pieno, che dona un volume estremo alle ciglia, le incurva e le rende visibilmente più folte, per uno sguardo intenso e sensuale per ben 15 ore! Il costo è di €17.
9. Shop Lipstick è un rossetto disponibile in sei tonalità: beige rosato (Innocence, Beware!), corallo rosato (Watch me Simmer), rosa medio-chiaro (Naughty Saute), fuchsia (Quick Sizzle), prugna (Dish it Up) e un rosso medio-scuro (Runaway Red). Il prezzo è di €18.

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Fashion Food alla Rinascente di Firenze

MeaCulpa Gourmet - Fri, 11/05/2012 - 16:37

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articolo tratto da http://blog.atcasa.corriere.it/food-design

In Piazza della Repubblica a Firenze inaugura una nuova meta per i palati raffinati e gli esteti della tavola: un’area tutta dedicata al food al 4° piano dello store la Rinascente.

Il design è quello dei food market internazionali ma i sapori appartengono al miglior gourmet Made in Italy, dagli oli extra vergine delle migliori coltivazioni, al cioccolato da gioielleria. Non mancano però anche i prodotti dal mondo, come le spezie e i tè.

Un luogo destinato a diventare un riferimento in città per acquistare prodotti DOP e stuzzicanti idee regalo proprio nel mezzo della passeggiata dello shopping. Per i turisti di passaggio, affamati di Italian Style, o per i fiorentini che vogliono togliersi qualche sfizio culinario. (LG)

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Lady Dior....Lady Bag!

Style-a-porter - Sun, 06/05/2012 - 13:11

E' un classico intramontabile e onnipresente nelle collezioni della maison francese (personalmente è una delle borse che più vorrei vedere nella mia cabina armadio!!). La Lady Dior deve parte del suo nome a Lady Diana, in onore della quale fu creata nel 1995 su commissione della Première Dame dell'epoca che voleva omaggiarla per la sua presenza all'inaugurazione di una mostra al Grand Palais parigino.
Da allora è stata declinata in tantissime versioni, è stata amata e sognata, indossata dalle più famose celebrities d'oltreoceano, intravista al cinema (uno su tutti “Sex and the City 2” in cui è Charlotte a sfoggiare un modello total fucsia) e persino protagonista di una mostra dal titolo “Lady Dior As Seen By” a Pechino.
Circa un anno fa ne sono state proposte due versioni tricolor in coccodrillo, una color turchese, zaffiro e fucsia (la mia preferita in assoluto) e l'altra color rosa canina, papaia e viola; immancabile il trapunto Cannage che da sempre distingue tutte le Lady Dior e i charms distintivi della maison: purtroppo si è trattato solo di una limited edition disponibile sul sito e-commerce di Saks Fifth Avenue per 3100$ (2200€ circa).

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Cavolfiori pinoli e uvetta

MeaCulpa Gourmet - Thu, 03/05/2012 - 21:18
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Il cavolfiore, preziosità ormai di fine stagione ma ancora gustabile data l'incertezza del bel tempo, é un alimento ricco di sali minerali come il Calcio,il Fosforo,Potassio Zinco e Rame e ricco di vitamine come la vitamina A, vitamina C , vitamina K e vitamine B1 B2 B3 B9 e PP inoltre contiene antiossidanti, beta carotene,acido folico ed aminoacidi, principi attivi antinfiammatori ed antibatterici oltre che depurativi e rimineralizzanti.
Prima di acquistarlo fate attenzione: Il cavolfiore deve essere ben chiuso, compatto, con l'infiorescenza soda e senza macchie. Le foglie esterne devono essere croccanti e aderenti alla testa. Un fiore sodo e compatto, con le cimette ben chiuse, è indice di freschezza; la superficie leggermente annerita tradisce una cattiva e prolungata conservazione. Il cavolfiore è infatti un ortaggio delicato, che si deteriora facilmente.
La mamma aveva un piccolo trucco per diminuire l'odore sviluppato dal cavolfiore in corso di cottura: poneva, sopra il coperchio della pentola, una crosta di pane bagnata nell'aceto.

Ingredienti
Per 4 persone
1 kg. di cavolfiore
20 g. di uva sultanina
20 g. di pinoli
1 dl. di olio d’oliva
1 spicchio d’aglio
una punta di peperoncino piccante o un pizzico di pepe (se graditi)
sale q.b.
Preparazione
Mettete a bagno l’uvetta in una ciotola con acqua tiepida per 20 minuti. Mondate il cavolfiore, lavatelo e dividetelo in cimette. Portate a ebollizione abbondante acqua, cuocete il cavolfiore per 5/8 minuti, poi scolatelo. Fate scaldare l’olio in una casseruola unite l'aglio schiacciato, il peperoncino e i pinoli e fateli appena dorare quindi unite il cavolfiore e l’uvetta scolata e il sale. Mescolate e fate cuocere a fuoco allegro (con attenzione) per 10 minuti e servite.
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Crespelle di melanzane con farina di riso e farina di farro

MeaCulpa Gourmet - Sun, 22/04/2012 - 08:17
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Chi vorrebbe preparare le crespelle (crepes) e pensa sia cosa complessa, provi a rilassarsi e a sperimentare, senza patemi d'animo, il percorso gia a suo tempo suggerito:crespelle alla maniera di Vinaigrette e crepes foto flickr.
La raccomandazione è quella di non scoraggiarsi se il primo tentativo non dovesse produrre i risultati auspicati. Anche gli insuccessi, a guardare il bicchiere mezzo pieno, sono sempre e comunque occasioni di crescita.
Direttamente, anche senza aver maturato disinvolta abilitò, si può procedere con variazioni negli ingredienti base, come nella circostanza: farina di riso miscelata al 50% a farina di farro, in sostituzione della classica farina di frumento. Il ripieno rimane, naturalmente, di liberissima scelta. (per Vinaigrette, quando possibile, tutto rigorosamente Bio e a Km 0)

Ingredienti
Per 4 persone:
10-12 crepes
2 pomodori maturi
1 scamorza (o 100 gr di fontina)
2 melanzane lunghe
2 spicchi di aglio
10 cucchiai (o di più se preferito) di olio extravergine di oliva
origano , basilico
sale q.b.
Preparazione
Incidete i pomodori , belli maturi, nella parte opposta al picciuolo, tuffateli per pochi secondi in acqua bollente, passateli in acqua fredda , spellateli e tagliateli a cubetti (concassè di pomodoro), Scaldate 4 cucchiai di olio con lo spicchio di aglio (non fatelo rosolare) buttate la dadolata di pomodori , aggiungete il sale e qualche foglia di basilico , fate saltare per qualche minuto e spegnete.
Tagliate le melanzane, anche queste a cubetti, cospargetele di sale fino e tenete a scolare per un po'. quindi scaldate gli altri 6 cucchiai (abbondanti) di olio anche questa volta con lo spicchio di aglio, aggiungete le melanzane scolate e asciugate, fate rosolare aggiungendo un pizzico di rosmarino (se gradito).
Tagliate anche la scamorza a dadini e farcite le crepes con questa e le melanzane trifolate. Piegate in quattro , disponete in una pirofila da forno, versate su ciascuna crepe un cucchiaio di sughetto di pomodoro e infornate per 10 minuti.
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Maccheroni alla chitarra

MeaCulpa Gourmet - Mon, 16/04/2012 - 17:31
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I maccheroni alla chitarra ( dal dialetto maccarunə) sono un formato di pasta tipico della cucina Abruzzese ; la loro preparazione avviene con un telaio rettangolare di legno di faggio, chiamato “chitarra”, che deve il suo nome al fatto che lungo i suoi lati più lunghi, sono tesi dei sottili fili metallici, che ricordano appunto le corde di una chitarra.
Su questi fili viene stesa la sfoglia di pasta, che pressata con un matterello, viene tagliata in striscioline a sezione quadrata.
Il lavoro viene finito passando un dito sulla sfoglia tagliata alla base della chitarra, come si dovesse "suonare un arpeggio" per far scendere la pasta tagliata, ed ecco formati i maccheroni alla chitarra!
Un tempo si usava solo farina di semola di grano duro e acqua. Questa abitudine vive ancora oggi nelle cucine degli appassionati, ma se la lavorazione non è particolarmente curata, si rischia di far sbriciolare i maccheroni durante la cottura, specie se questa non avviene subito dopo la preparazione. Per questo, molti mescolano farina di grano duro con quella di grano tenero e altri aggiungono uno-due uova all'impasto. In tutti i casi il risultato mostra una pasta consistente e callosa, adatta a fondersi con diversi condimenti, che richiede rigorosa cottura al dente e si sposa bene con condimenti ricchi e sughi importanti.
In Abruzzo i maccheroni alla chitarra vengono generalmente preparati con ragù misto di carne di manzo, maiale e agnello. Meno tradizionali i sughi di cinghiale, di lepre o anche di cacciagione.
Nella ricetta base è stato inserito un uovo , per facilitare il lavoro ai meno esperti, volendo però, come vinaigrette si puo utilizzare il classico impasto della pasta all'uovo che vuole 1 uovo ogni 100 grammi di farina.Ingredienti

per 4-6 persone:
400 g di farina di grano duro + 1 uovo;
oppure 4 uova+ 400gr di farina "0"
oppure, ancora, 4 uova 250 gr di farina "0" e 150 di farina di farro
Preparazione
Setacciate la farina e disponetela a fontana sulla spianatoia; mettete al centro l'uovo, un pizzico di sale e un poco di acqua tiepida (solo se avete scelto la versione farina di grano duro) in quantità sufficiente per ottenere un impasto liscio e omogeneo. Avvolgete in un foglio di pellicola trasparente e fate riposare per 30 minuti.
Riprendete la pasta, stendetela con il matterello in una sfoglia grande (bella tonda) o, se principainti, in più sfoglie piccole fino allo spessore di circa 3 millimetri.
Infarinate bene, adagiate la pasta sulla chitarra e passatevi sopra il matterello
premendolo bene in modo da far cadere i "maccheroni" sul piano sottostante, oppure (a seconda del modello di chitarra) sulla spianatoia.
Ed ecco i maccheroni pronti per essere cotti in abbondante acqua salata e conditi come meglio aggrada.

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PASQUA 2012

MeaCulpa Gourmet - Sat, 07/04/2012 - 19:30
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Dev'essere un Dolore -
Una perdita o simili -
A piegare l'occhio
Sulla via dell'estrema Bellezza -

Ma - una volta obliquo
Nota Delizie
Pure
Come Stalattiti -

Una Comune Beatitudine
Si avrebbe per meno -
Il prezzo - è
Pari alla Grazia -

Nostro Signore - non reputò
Esagerazione
Pagare - una Croce -

(Emily Dickinson)

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Io son la Primavera

MeaCulpa Gourmet - Wed, 21/03/2012 - 08:58
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Lucciole belle venite a me:
son principessa, son figlia del re.
Ho trecce d’oro filato fino,
ho un usignolo che canta sul pino,
una corona di nidi alle gronde,
una cascata di glicini bionde,
un rivo garrulo, limido, fresco,
fiori di mandorlo, fiori di pesco.
Ho veste verde di vento cucita,
tutta di piccoli fiori fiorita:
occhi di stelle nel viso sereno,
dolce profumo di viole e di fieno,
e, per il sonno dei bimbi tranquilli,
la ninna nanna felice dei grilli

(Renzo Pezzani dal libro “Ragazzi” ed cinematografica SECI, Milano)

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Ravioli di grano saraceno

MeaCulpa Gourmet - Tue, 20/03/2012 - 21:13
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Il grano saraceno non incontra personali grandi preferenze, ma l'acquisto andava comunque utilizzato, ed allora ecco qua:

Ingredienti
per la pasta:

Gr 200 farina 0
gr 100 farina grano saraceno
3 uova

Ripieno
gr 200 macinato fine di pollo, tacchino, maiale
un cucchiaio di olio
due cucchiai di vino
1 spicchio di aglio
50 gr di parmigiano
1 uovo
noce moscata (facoltativa)
sale q.b.

Preparazione
Sfoglia:
impastate farina e uova, fate una palla e mettete a riposare per circa 30 minuti

scottate con uno spicchio di aglio il macinato. Fate raffreddare e aggiungete uovo, parmigiano, noce moscata e se necessario un po' di sale e mescolate bene.
Tirate la sfoglia sottile, con il matterello o con la macchinetta, disponete il ripieno in mucchietti un po' distanziati, coprite con una seconda sfoglia e, con l'apposito attrezzino o con un coppapasta piccolo, o con la rotella tagliapasta, ricavate i ravioli, fateli asciugare un pochino poi cuoceteli in abbondante acqua salata, scolate bene e condite con un sughetto leggero (o di carne, come preferite)

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Pasta alla capricciosella di Aldo Fabrizi

MeaCulpa Gourmet - Fri, 16/03/2012 - 08:23
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Provate a fa' 'sto sugo, ch'è un poema:

piselli freschi, oppure surgelati,

calamaretti, funghi "cortivati",

così magnate senz'avè patema.

Pe' fa' li calamari c'è un sistema:

se metteno a pezzetti martajati

nell'ajo e l'ojo e bene rosolati,

so' teneri che pareno 'na crema.

Appresso svaporate un po' de vino;

poi pommidoro, funghi e pisellini

insaporiti cor peperoncino.

Formaggio gnente, a la maniera antica,

fatece bavettine o spaghettini...

Bòn appetito e... Dio ve benedica!

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Krumiri (quasi)

MeaCulpa Gourmet - Sun, 26/02/2012 - 21:38
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E' vero, la forma dei pasticcini gialli, al centro della foto, nulla ha a che fare con i Krumiri, ma la sostanza sì. Beh , se dovesse accadervi di non trovare, al momento del bisogno, i beccucci da sac à poche , pazienza potete ripiegare sbrigativamente sulla pistola sparabiscotti e decidere qualche forma alternativa, chiedendo, però, umilmente scusa ai piemontesi.

La storia dei krumiri, dolce tipico piemontese, risale al 1870 quando il pasticcere Domenico Rossi decide di far sperimentare ai suoi amici del caffè i biscotti di sua invenzione.
La data ufficiale della creazione di questi tipici biscotti di Casale Monferrato viene però fatta risalire al 1878, nello stesso anno in cui morì il primo Re d'Italia, Vittorio Emanuele II. Sembra che la forma dei Krumiri sia dovuta proprio ai caratteristici baffi "a manubrio" portati dal Re.
Nel 1884 Domenico Rossi partecipa con i suoi ormai famosi Krumiri all'Esposizione Universale di Torino e tra il 1886 e il 1891 riceve i Brevetti di Provveditore delle Case dei Duchi d'Aosta, di Genova e della Real Casa d'Italia
Ingredienti
140 gr di fioretto di mais
100 gr di farina
140 gr di burro
80 gr di zucchero
2 tuorli1 pizzico di sale
Preparazione
Con un cucchiaio di legno lavorate il burro ammorbidito fuori dal frigo con lo zucchero il sale e i tuorli. Ottenuto un composto soffice e senza grumi, aggiungete in un sol colpo le due farine e amalgamate velocemente. Versate il composto in una sac à poche con la bocchetta dentellata e formate i biscotti direttamente nella teglia rivestita di carta forno dandogli la classica forma un po' curva. Trasferite la teglia nel freezer per 5 minuti e poi infornate a 180 per 12 minuti. Sfornate, trasferite su una gratella, fate raffreddare e servite.
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Passatelli romagnoli

MeaCulpa Gourmet - Tue, 07/02/2012 - 21:28
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Dalla cognata romagnola l'insegnamento, dal sito:http://www.passatelli.it/ il racconto:

I passatelli sono nati nelle case contadine romagnole con l' utilizzo di avanzi e materiali poveri di cucina come il pane raffermo, il formaggio indurito (oggi opportunamente sostituito dal Parmigiano-Reggiano), le uova e, in alcuni casi il midollo di ossa di bue, che richiedono tutta l'abilità dell' "arzdora" (regina del focolare, simbolo di operosità instancabile e cardine del tradizionale nucleo famigliare in Romagna ) affinché l'impasto sia della giusta consistenza per poi poterne ricavare, attraverso l'apposito strumento chiamato "e fér", il ferro, i maccheroncini da cuocere in brodo.

L'elemento caratterizzante per fare i passatelli è costituito appunto dal "e fer", strumento di ferro simile allo schiacciapatate, di forma concava , con fori, dotato di due manici laterali per schiacciare con forza sull'impasto fino a farlo fuoriuscire dai fori con la tipica forma. Si chiamano passatelli proprio perché prendono la forma particolare passando dai buchi dello specifico strumento, chiamato anche stampo. In passato i passatelli erano la minestra delle feste e delle grandi occasioni come la Pasqua, l' Ascensione, i battesimi, le cresime ed i matrimoni; a Natale invece venivano sostituiti dai cappelletti in brodo.
I passatelli erano considerati un piatto pregiato in quanto venivano fatti con pane bianco; la ricetta prevedeva che pangrattato e parmigiano venissero utilizzati in egual misura, ma nelle case dei ricchi prevaleva il parmigiano mentre, nelle case dei poveri prevaleva il pane. Per ottenere un buon passatello bisogna usare pane comune bianco, ben secco e grattuggiato finemente. Per rendere l'impasto più morbido può essere utilizzato midollo di bue tritato ( alcuni usano come varianti semolino o una manciata di farina). Gli ingredienti vanno amalgamati con cura, fino ad ottenere un impasto compatto e di buona consistenza affinché, premendo il composto con "e fer", si riesca a farlo fuoriuscire dai fori dando luogo alla tipica minestra di forma cilindrica con diametro di circa 4-5 millimetri e lunghezza 8-10 centimetri, di colore giallognolo ed aspetto rugoso.
La ricetta tradizionale prevede che i passatelli, una volta preparati con l'aiuto dell'apposito strumento, vengano cotti e serviti in un ottimo brodo di carne.
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Bignole di cavolfiore

MeaCulpa Gourmet - Sun, 29/01/2012 - 21:58
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Sarà capitato anche a voi di sfogliare le piccole riviste distribuite dai supemercati che contengono informazioni e consigli, naturalmente di carattere culinario. Orbene, tempo fa, una ricetta aveva suscitato particolare interesse, tanto da meritare ritaglio e conservazione, in attesa di più concreta ispirazione. Il momento giunge, nella media mattinata, a motivo della disponibilità del principale ingrediente: l' appena lessato cavolfiore. Tutto ok l'impasto, la frittura e l'apparenza, le bignole, infatti, si sono gonfiate perfettamente, come di dovere. Al momento dell'assaggio, però, l' aspettativa di croccantezza (l' unica, a personale giudizio, che fa meritare alle occasionali fritture il peccato di gola) si è infranta di fronte al boccone, tutto sommato non disdicevole ma decisamente "incorporeo". Migliore il risultato della sperimentazione in forno (fuori ricetta) ma in ogni caso la spesa, in termini di tempo, non vale proprio l'impresa a meno, naturalmente, di preferenze e gusti di segno opposto

Ingredienti
gr 125 di acqua
gr 65 di farina
gr 30 di burro
2 uova
gr 200 di cimette di cavolfiore lessate
un cucchiaio di grana
sale q.b
olio di semi di arachidi .b.
Preparazione
Portate a bollore l'acqua con il burro e un pizzico di sale; versate la farina e mescolate finchè si staccherà dalla casseruola con un leggero sfrigolio. Fate raffreddare e incorporate, sempre mescolando (meglio se con la frusta- anche elettrica) un uovo e al completo assorbimento di questo l'altro uovo. Aggiungete a questo punto il cavolfiore tagliuzzato e il grana.
Friggete piccole cucchiaiate del composto in olio profondo. Scolate le bignole su carta assorbente e servite.
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